Chimica Verde Bionet (CVB) è un’associazione no-profit istituita nel 2006 da un gruppo di esperti del mondo della Ricerca e dell’Università italiana e dalla associazione ambientalista Legambiente. Negli anni successivi sono entrate aziende, associazioni di categoria, professionisti e Consorzi di Ricerca.
Obiettivo e scopo dell’associazione è valorizzare l’applicazione industriale di materie prime di origine vegetale alternative a quelle derivate da petrolio, secondo gli schemi dell’economia circolare.
Promuovere e favorire il dialogo tra aziende ed enti operanti nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto (cradle-to-cradle) allo scopo di definire criteri omogenei di intervento ciascuno per le proprie competenze, seguendo la vita del prodotto dal prelievo in Natura fino alla restituzione in Natura di materie prime bio-compatibili.
Promuove l’uso di materie prime e filiere industriali rispettose dei criteri di tutela della biodiversità e del paesaggio nonché del benessere delle singole persone e delle comunità.
In tale direzione abbiamo sviluppato particolari competenze nella valutazione della carbon footprint e delle potenzialità di sequestro del carbonio nel terreno.
Sono presenti su tutti i tavoli strategici governativi. Fanno parte del CLUSTER SPRING, il Cluster tecnologico della Chimica Verde. Collabora con diverse aziende su diversi progetti, tra queste c’è Blu Marine Service con le quali lavora al progetto Poseidon e Biofoam.
Poseidon prevede la concia delle pelli di pesci per la creazione di un materiale pregiato adatto ai settori delle calzature, della pelletteria e dell’oreficeria. il progetto ha individuato le pelli di pesce presenti sul mercato italiano che potevano avere un’applicazione in settori alternativi quali l’abbigliamento, il calzaturiero, l’oggettistica, l’accessoristica e il design in genere. È dimostrato, da esperienze di utilizzo note in alcuni paesi del Nord Europa, che il pesce non è solo una preziosa fonte di cibo, ma può anche fornire la materia prima per la creazione di prodotti durevoli, come la pelle.
Il biofoam rappresenta un’alternativa all’uso del polistirolo: è a base di amido dello zucchero e non solo è identico nell’aspetto e nelle proprietà al polistirolo, ma non ha contaminanti chimici che possono interagire con il cibo, è 100% naturale, è un progetto della ingegneria europea ed è smaltibile insieme all’umido. Inoltre il Pla è un polimero proveniente da fonti rinnovabili: si ottiene, infatti, dalla polimerizzazione dell’acido lattico derivato dal destrosio (zuc
